ARCHIVIO ANTICHI VELIERI

ELENCO NUMERICO                                                                      ELENCO ALFABETICO


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098.              BALMORAL                     

   
Dipinto    -    Autore:
Autore: Marcello Bozzo - Email: bozzo@agenziabozzo.it

DATI ANAGRAFICI DEL VELIERO:

 TIPO:                                          nave - in origine nave a palo
 ANNO DI COSTRUZIONE:    1892
 CANTIERE:                              W. H. Potter di Liverpool
 COSTRUZIONE:                      Scafo in acciaio
 TONNELLAGGIO:                  2.614 t
 DIMENSIONI:                         albero maestro h. m. 58, pennoni maggiori l. m. 28
 ARMATORE:                           Mac Vicar, Marshall & Co., poi Milesi di Genova
 PORTO DI ARMAMENTO:  Genova
 CAPITANO:                              Antonio Massone

NOTE SUL VELIERO:

In origine armata a nave a palo, in epoca non precisata venne ridotto a nave.

L'albero maestro era dotato di velacci e controvelacci.

In coperta aveva quattro boccaporti, un lungo ponte centrale con gli alloggi per l'equipaggio, le cucine, i locali motori per i verricelli, i serbatoi per l'acqua ed il magazzino del carbone.

Sul cassero di poppa trovavano posto la saletta e gli alloggi ufficiali, la cabina, la saletta ed il bagno del comandante, la sala nautica e la timoneria.

Nel 1910, acquistata dal Milesi di Genova per £st. 6.750 pari a Lire 170.000 dell'epoca, fu presa in consegna a Londra dal Cap. Antonio Massone che caricò carbone per il Callao.

Fece molti viaggi su questa rotta. Il 17 febbraio 1914 salpò ancora dal Callao per Newcastle (A). Da qui carbone per il Cile e ritorno in Europa con nitrati.

Ripartì poi per un altro lungo viaggio nel Pacifico.

Nel 1916 tornò in Mediterraneo ed il 13 agosto 1916 Balmoral salpava da Genova per Norfolk.

Durante il viaggio, dopo diciannove ore di navigazione, in calma di vento davanti a Capo Mele veniva incrociata dal veliero Eurasia del "Sanrocchin" (vedi scheda 132A) che faceva il viaggio inverso.

Il 13 agosto 1916 i bastimenti, immobili ed inermi nella bonaccia, furono ambedue facile preda del sommergibile tedesco U 35 al comando del Kapitänleutnant Lothar von Arnaud de la Perière che li affondò col cannone.