NOTE:
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Alla fine del secolo scorso
così si presentava l'Abbazia di San Fruttuoso ai pochi navigli che vi
facevano scalo.
L'edificio era interamente occupato dai pescatori del borgo che ne avevano fatto la loro abitazione. La spiaggia, un tempo cortissima, arrivava fin sotto le arcate dell'Abbazia. Ora è più grande ed il suo livello giunge a metà delle arcate. Le finestre, una volta trifore, sono state ridotte a rettangolo e le reti da pesca, per mancanza di altro spazio, venivano appese davanti alle finestre mediante lunghe aste. L'organizzazione stabile di un insediamento cristiano nella baia risale all'alto medioevo ed una leggenda lo farebbe risalire all'arrivo del fuggiasco San Prospero, vescovo di Tarragona (Spagna), il quale portava con sé (sec. VIII) le reliquie del suo predecessore San Fruttuoso. Fino al 1454 l'Abbazia ospitò una fiorente comunità benedettina. Con la decadenza del potere monastico si accrebbe gradualmente l'influenza sul complesso della potente famiglia genovese dei D'Oria. Le sepolture di alcuni membri di essa si trovano infatti accanto al chiostro, in otto urne gotiche, con arcate a bande bianche e nere sorrette da colonnine (sec. XIII), e precisamente gli Almiranti: Guglielmo Doria e consorte (senza data); Jacopo Doria, 1275; Niccolò Doria, 1276; Ansaldo Doria, 1290, insieme con i figli Oberto e Luchetto; Babilano Doria, 1296; Egidio Doria, 1305. Il suggestivo sepolcreto ha accolto però, più recentemente, le spoglie di una donna di San Fruttuoso, perita tragicamente compiendo un atto di eroismo. Nel 1854, infatti, il piroscafo inglese "Croesus", partito da Genova, si incendiò e andò a naufragare di fronte al piccolo borgo di San Fruttuoso. Tutta la popolazione si mobilitò per i soccorsi ai numerosi naufraghi inesperti di cose di mare, essendo militari diretti in Crimea per la guerra: la giovane Maria Avegno, con la sorella Caterina, si impegnò allo stremo nell'opera di salvataggio nonostante avesse quattro figli in tenera età, fino a restarne vittima lei stessa. Fu insignita da Cavour di Medaglia d'Oro alla Memoria (fu la prima donna italiana a ricevere tale onorificenza) e della Victoria Cross dal Governo di Sua Maestà Britannica. |
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