ARCHIVIO NAVI DA GUERRA


 

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3654 C.

FAA' DI BRUNO
1916
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Epoca: anno 1917 Fotografo: sconosciuto

Origine: Archivio Storico MM

autore: Marcello Bozzo   NOTE:    bozzo@agenziabozzo.it

Nome Faà di Bruno
Tipo monitore (1ª guerra mondiale)
pontone armato (2ª guerra mondiale)
Classe Faà di Bruno
Unità Faà di Bruno
Alfredo Cappellini
Monfalcone (semi gemello)
Cantiere Arsenale di Venezia
Impostazione  
Varo 1° gennaio 1916
Completamento 1917
Servizio 2 luglio 1917 (come monitore)
Dislocamento 2.854 tsl
Dimensioni lunghezza 56,70 m
larghezza 27,00 m
immersione 2,24 m
Motore 2 motrici a vapore Thornycroft a triplice espansione
1 caldaia Kess
potenza 465 ihp
1 elica
Velocità alle prove 3,3 nodi
di crociera 2,5 nodi
Autonomia //
Combustibile nafta
Protezione cintura  2,90 m calcestruzzo
ponte 40 mm
barbetta 60 mm
torrione 110 mm
Armamento 2 cannoni binati Vickers-Terni da 381 mm / canna 40 calibri
   (brandeggio max 16° per lato e alzo max 21°, gittata 28.000 m)
4 pezzi antiaerei  da 76 mm / canna 40 calibri
2 pezzi antiaerei da 40 mm
Equipaggio 45 tra Ufficiali, sottufficiali e comuni
Disarmo 13 novembre 1924
Radiazione 1946
Destino demolita nel 1946
Note tecniche Pontone GA 43 modificato su progetto dell'Ing. del Genio Navale Gen. Giuseppe Rota in monitore nell'Arsenale di Venezia insieme al gemello Alfredo Cappellini ed al Monfalcone, di stazza inferiore ed armato con un pezzo da 305 mm.
Lo scafo era di forma rettangolare, blindato con una cintura di tre metri di cemento ed avente la coperta spiovente a due falde longitudinali sporgente sul bordo libero per tutta la lunghezza della nave, somigliante al tetto di un edificio.
La plancia di comando era posta su un treppiede a poppavia della torretta.
La linea centrale era dominata dalla barbetta di grandi dimensioni a centro nave, con un profilo curvo. La parte superiore della barbetta era sporgente verso l'esterno.
A poppa era sistemata una tuga con timoneria rastremata nella parte posteriore.
Senza sovrastrutture convenzionali e, fatta eccezione per la timoneria, tutti gli accessi all'interno della nave passavano attraverso il ponte.
Una singola lancia in dotazione arridata in un angolo nel quartiere di poppa.
L'artiglieria montata era originariamente destinata alla nave da battaglia Cristoforo Colombo appartenente ad una classe di quattro unità impostate nel nel 1916 e mai completate.
Il rifacimento del 1940 aggiunse un secondo ponte.
Dei sei cannoni AA da 76 mm montati su piattaforme circolari sul ponte nella prima guerra mondiale, due sono stati montati in una piattaforma AA in cima alla torretta.
La mimetizzazione venne ridisegnata con motivi a strisce.
Note storiche Entrata in servizio il 23 luglio 1917, l'unità venne impiegata nell'undicesima Battaglia dell'Isonzo dal 18 agosto 1917 ed in seguito utilizzata per bombardare le fortificazioni dell'esercito austro-ungarico sul fronte orientale.
Durante la ritirata di Caporetto, il 18 novembre 1917 l'unità fu rimorchiata verso il Basso Adriatico. Giunta davanti ad Ancona incappò in una tempesta che, rotto il cavo con il rimorchiatore Titano, mandò la Faà di Bruno ad arenarsi a Porto Marotta.
Dopo la tempesta l'unità fu recuperata e rimessa in servizio.
Dopo la fine della guerra la Faà di Bruno rimase in disponibilità per sei anni. 
Il 13 novembre 1924 fu disarmata.
Tuttavia, la Faà di Bruno non venne radiata: nel periodo tra le due guerre mondiali rimase una carcassa abbandonata alla ruggine, ma nel 1940 si decise di riarmarla e rimetterla in servizio.
Rimessa in assetto dopo 16 anni dall'abbandono, l'unità non era in grado di svolgere azioni nella flotta, anche a causa della sua bassa velocità.
Così fu deciso di utilizzarla come batteria galleggiante e guardaporto.
In questa funzione servì nella Regia Marina a Genova dal 1940 al 1943 contribuendo (con poco successo) alla difesa del porto ligure dalle incursioni aeree e navali nemiche.
Le uniche azioni della Faà di Bruno furono quelle contro i bombardamenti navali francesi nel 1940 ed inglesi il 9 febbraio 1941.
Nel 1943 l'unità fu posta sotto la bandiera della RSI e nel 1944 venne ribattezzata GM 194 operando tatticamente alle dirette dipendenze della Divisione Fanti di Marina "San Marco".
L'equipaggio era italiano con gradi e divise Nazionali. Il comandante era il tedesco TdV Vielbering.
Abbandonata con la caduta della RSI, era ancora ormeggiata nel porto di Genova al termine del conflitto.
Nel 1946 venne radiata e demolita.
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Link al Registro dei Pontoni Armati dal 1915 al 1918 con brevi note tecniche e storiche di ogni pontone.
Didascalia Montaggio dei pezzi da 381 nell'Arsenale di Venezia.
Foto Altre immagini della RN Faà di Bruno alle schede 3655C, 3656C, 3657C, 3658C, 3659C, 3660C, 3833C, 3897C, 3931C, 3932C.
Il falso Faà di Bruno alle schede 3933C, 3934C.

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